Tumori del retto localmente avanzati e recidive
Le evidenze degli studi confermano chela IORT può essere di beneficio nel favorire il controllo della malattia.
Negli stadi II e III delle neoplasie rettali con rischio elevato di recidive locali, le evidenze degli studi confermano chela IORT può essere di beneficio nel favorire il controllo della malattia. In questi casi la IORT è prescritta come boost in combinazione con radioterapia esterna e chemio. Ad oggi, più di 1100 pazienti sono stati trattati secondo questo protocollo. Di 79 studi esaminati, solo il 10% ha usato IORT come trattamento esclusivo con dosi alte (>20Gy). Solitamente la IORT è stata usata in dose 10-12.5 Gy con residuo microscopico, 15-20 Gy con residuo di circa 2 cm. La sopravvivenza riportata a 5 anni va dal 43 al 95%. Uno studio italiano (Doglietto-Valentini) ha seguito 113 pazienti con cancro al retto medio-basso T3: i pazienti sottoposti a chirurgia da sola ha avuto una sopravvivenza del 52.2% a 5 anni, con un tasso di recidive del 23.2%, mentre quelli sottoposti a chemio radioterapia preoperatoria+IORT hanno avuto un tasso di recidive del 6.6% e una sopravvivenza a 5 anni del 73%. Un ulteriore aspetto promettente ed affascinante, ma soprattutto discriminante per la qualità di vita del paziente, è poter somministrare la IORT con tecnica laparoscopica anche dopo l'intervento chirurgico. Nelle recidive pelviche da neoplasie rettali il rischio di residuo di malattia è molto ampio. IORT può aiutare al controllo locale della malattia, come boost in dose compresa tra 10 e 20 Gy in combinazione a radioterapia a fasci esterni e chemioterapia. Gli studi condotti documentano la riuscita del controllo locale nel 26-79% dei pazienti trattati.




