IORT: innovazione multidisciplinare
La radioterapia intraoperatoria più attuale è somministrata con fasci di elettroni prodotti da un acceleratore lineare mobile.
Recentemente sono entrati in uso acceleratori dedicati che producono solo elettroni di energia massima pari a 9-12 MeV, collocabili direttamente in una sala operatoria senza particolari esigenze protezionistiche di tipo strutturale. In questo modo, con queste apparecchiature mobili, si evita il trasporto del paziente dalla sala operatoria al bunker durante l'intervento. L'importanza della radioterapia nella riduzione delle recidive locali è dovuta all'eliminazione dei foci maligni residui adiacenti al focus principale. La probabilità di controllo locale del tumore dipende dal numero di cellule tumorali residue alla chirurgia e dalla dose di radiazione erogata. La radiazione intraoperatoria ha il vantaggio di poter essere erogata immediatamente dopo la fase di citoriduzione, necessitando dosi di radiazione minori per l'efficacia biologica. Inoltre, il tessuto trattato durante la chirurgia è altamente vascolarizzato ed ossigenato, e questo lo rende più sensibile agli effetti citotossici della radioterapia, se comparati con la radioterapia esterna postoperatoria sul tessuto cicatrizzato o dopo mesi di chemioterapia. La radioterapia intraoperatoria può essere effettuata in un'unica seduta (single dose) o come boost. Essa consente in tal modo di realizzare un trattamento selettivo sul volume tumorale che può essere considerato efficace dal punto di vista terapeutico in caso di neoplasie localizzate e di piccolo volume o altrimenti integrato da cicli parziali di radioterapia esterna. Può infine essere vista come terapia palliativa in caso di tumori inoperabili.
I vantaggi tecnici della IORT consistono nel controllo visivo diretto del volume bersaglio, e nella possibilità di proteggere i tessuti sani mobili spostandoli dalla traiettoria del fascio radiante. Con la IORT, i potenziali effetti collaterali associati a radioterapia convenzionale, come ad esempio l'irradiazione della cute, del tessuto sottocutaneo dei polmoni e del cuore, possono essere minimizzati o del tutto eliminati. Per il ridotto volume irradiato, è dimostrata inoltre una diminuzione dell'incidenza di tumore secondario indotto dalla radiazione. La radioterapia intraoperatoria è una tecnica di radioterapia, di cui il radioterapista ha la piena responsabilità clinica (prescrizione ed esecuzione del trattamento), ma che richiede, necessariamente, una collaborazione multidisciplinare con il chirurgo, l'anestesista, l'esperto in fisica medica, il TSRM e il personale infermieristico. La tossicità da IORT è correlata alla dose e al tipo delle strutture anatomiche comunque coinvolte nel volume trattato; essa è principalmente di tipo tardivo. Le complicazioni derivanti dalla IORT sono comunque ridotte rispetto alla radioterapia esterna e gli unici rischi riportati fino ad ora sono la necrosi del tessuto adiposo e una debole fibrosi che può richiedere intervento chirurgico o terapia di dolore transiente.




