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Radioterapia convenzionale

Il numero di forme neoplastiche che necessitano di un trattamento radioterapico esclusivo o integrato con la chirurgia e la chemioterapia è alto.


La radioterapia è materia clinica complessa, che coinvolge diverse discipline:

  • fisica delle radiazioni 
  • oncologia clinica
  • tecnologia radioterapica 
  • radiobiologia
  • radiopatologia
  • radiologia diagnostica
  • medicina generale 

Il numero di forme neoplastiche che necessitano di un trattamento radioterapico esclusivo o integrato con la chirurgia e la chemioterapia è alto.


Esiste inoltre un settore squisitamente specialistico, che tratta delle reazioni acute e delle alterazioni tardive dei tessuti sani irradiati, con i relativi problemi diagnostici differenziali e terapeutici.

Un radioterapista oncologo clinico deve saper dosare le radiazioni e ben condurre la terapia non diversamente da qualsiasi altro medico esperto nella propria specialità.


Le radiazioni ionizzanti (raggi X, elettroni, protoni, neutroni, ecc.) sono in grado di danneggiare le cellule neoplastiche, o comunque proliferanti, localizzate a livello dell'area interessata dal trattamento. La somministrazione può avvenire in 2 modi:


  •  esterna (detta anche radioterapia a fasci esterni o transcutanea), che consiste nell'irradiare la zona interessata dall'esterno, utilizzando come sorgente di radiazioni un acceleratore lineare, posto all'esterno del corpo del paziente, in una zona altamente protetta (bunker).


  • brachiterapia (derivante dal greco brachýs, corto o radioterapia “interna” o di “contatto”), che significa “terapia da vicino” e consiste nel portare una sorgente radioattiva nelle vicinanze del tessuto da sottoporre al trattamento. In questo caso la sorgente radioattiva è posta a diretto contatto con il bersaglio.


    Il trattamento con radioterapia esterna avviene come una comune radiografia, richiede un elevato numero di sedute, è indolore per il paziente, ma presenta  spesso danni collaterali. La dose viene normalmente frazionata in 5 sedute alla settimana di durata variabile. Il paziente viene irradiato in una zona protetta della struttura sanitaria (bunker).