ELIOT
Radioterapia intraoperatoria a elettroni
La procedura viene effettuata con l'uso di un acceleratore lineare mobile in grado di erogare fasci di elettroni di energia nominale tra 3 e 12 MeV. Tale acceleratore può essere utilizzato direttamente in una sala operatoria standard utilizzando degli schermi mobili in piombo ai fini radioprotezionistici. La scelta dell'energia più idonea da utilizzare dipende dallo spessore del bersaglio da irradiare; per collimare il fascio di elettroni vengono utilizzati degli applicatori cilindrici in Polymethylmethacrylate (PMMA) di diametro e angolazioni differenti, tali da poter essere adattati alla geometria del letto tumorale. Nella Nipple Sparing Mastectomy, si è dimostrata efficace la dose di 16 Gy in frazione singola, per l'irradiazione del parenchima ghiandolare residuo al di sotto del complesso areola-capezzolo . Al di sotto del residuo ghiandolare retro areolare, dopo la rimozione ghiandolare, vengono inseriti due dischi metallici di diametro leggermente superiore rispetto al campo di irradiazione. Il primo disco in piombo, dello spessore di 5 mm, viene posto a contatto con la parete toracica allo scopo di schermare le strutture sottostanti. Al di sopra di questo si posiziona un disco in alluminio dello spessore di 4 mm che ha la funzione di assorbire la radiazione elettronica retro diffusa dal piombo. Invertendo invece la posizione dei dischi protettivi, si può ottenere dal backscattering un significativo contributo alla dose in profondità, tale da avvicinare la dose ottenuta a 10 MeV a quella ottenibile con un acceleratore da 12 MeV. Questa può essere una ulteriore motivazione per limitare la scelta del range di energia a 10 MeV.
Il collimatore sterile dell'acceleratore lineare viene posto a contatto con il complesso areola-capezzolo con margini di sicurezza. Vengono posizionate delle garze sterili imbevute di soluzione fisiologica intorno all'areola, con un foro al centro in corrispondenza del capezzolo che risulterà libero dai rapporti con lo strato di garze. Questo accorgimento tecnico permette di realizzare una distribuzione della dose di radiazioni più omogenea rispetto all'intero complesso areola-capezzolo. Dopo di ciò si procede con l'irradiazione della durata di pochi minuti. Per approfondire, è disponibile on line l'articolo del Prof. Umberto Veronesi e del Prof. Stefano Zurrida, ideatori della tecnica ELIOT.




