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Campi di applicazione della IORT

Molteplici sono i possibili campi applicativi della radioterapia intraoperatoria, proprio per i vantaggi che presenta e per la variabilità della tipologia dei tumori.


Mentre fino a pochi anni fa un tumore alla prima diagnosi era di 5 cm, con le moderne tecnologie si riesce a identificare un tumore in fase iniziale, di grandezza pari a 5 mm.

Ne consegue che anche il trattamento deve essere mirato. Le dosi possono essere modulate in modo da avere la massima efficacia con la minima tossicità per i tessuti adiacenti.

Teoricamente, la IORT potrebbe essere applicata per ogni rimozione chirurgica di masse tumorali. Il razionale nella irradiazione di un tumore è imperniato sulla necessità di distribuire la dose massima al tumore e nella necessità di rispettare il limite di sopportabilità del tessuto sano.

La radioterapia intraoperatoria consiste nella possibilità di irradiare il tumore o, meglio, il letto tumorale, dopo la rimozione del tumore stesso con la possibilità, spostando le strutture non interessate dal tumore o quelle particolarmente sensibili e quindi facilmente danneggiabili, di somministrare dosi più elevate di raggi.

L'irradiazione viene applicata direttamente sulla zona di asportazione, contestualmente alla stessa, e raggiunge i tessuti ad una profondità di 6 cm.n In questo modo, viene trattata la zona adiacente al tumore per evitare recidive. Il primo campo di applicazione è stato quello del tumore al seno.

Il documento emesso dall'associazione Italiana di Radioterapia Oncologica (Gruppo di studio IORT) e i dati della letteratura e quelli emersi dal congresso mondiale della International Society of Intra-Operative Radiotherapy (ISIORT)  consigliano inoltre l'uso della IORT nelle seguenti patologie:

 

Per altri tumori, quali quelli della prostata, quelli ginecologici, quelli del polmone e dell'esofago, i dati sono ancora contraddittori ed esigui, pur rilevando una netta diminuzione delle recidive locali.